padre puccini

IL LIBANO :

VEGETARIANI PER NECESSITA'

Lettera di p. Damiano Puccini, missionario italiano di rito maronita, in Libano da 19 anni

Ringrazio di cuore Don Luciano, le parrocchie di San Eusebio e San Giuseppe per la vicinanza alla nostra missione in Libano in questo tempo forte di Quaresima.

“Il Libano non sprofondi ma avvii il cammino di ripresa” diceva Papa Francesco circa sei mesi fa a proposito della crisi libanese. Ma ancora la discesa verso il baratro non sembra rallentare. Ogni giorno lottiamo contro una povertà che cresce sotto i nostri occhi. Abbiamo bisogno di cibo, medicinali e vestiti.  La crisi economica e finanziaria è senza precedenti, scoppiata ben prima della pandemia, esacerbata dall’esplosione del 4 agosto del 2020 al porto di Beirut.

Da quel momento il Paese dei Cedri è stato scosso da una lunga serie di proteste popolari contro il Governo incapace di trovare una soluzione alla crisi e di fare fronte a un debito pubblico pari a quasi il 170% del Pil”. E l’inflazione non aiuta, a ottobre ha registrato il 173,6% rispetto all’anno precedente, la lira locale ha perso dall’autunno del 2019 circa il 90% del suo valore, portando alle stelle i prezzi dei beni di consumo e dei servizi essenziali visto che il Libano importa quasi tutto e il dollaro, che fino a 3 anni fa si comprava con 1500 lire libanesi, oggi ne vale 30.000. Le famiglie hanno perduto tutto il loro reddito, anche i risparmi che avevano in banca che erano il frutto del lavoro di una vita. Per chi ha ancora un impiego, il salario ha perso il 90% del suo valore. L’ONU afferma che il 75% delle famiglie è sceso al di sotto della soglia di povertà. Il gasolio, nell’arco di appena due mesi, è salito del 220% e +2022% in un anno. Per non parlare delle 160.000 persone che sono emigrate per studio o per lavoro e che non torneranno più in un paese che offre due ore al giorno di energia elettrica e di notte, con salari che, prima della crisi, potevano essere sufficienti per vivere. Oggi, un salario equivalente a 1000 dollari, vale solo 80 dollari e, allo stesso tempo, sono aumentati tutti i prezzi: gli alimentari del 570% dal 2020. Comprare formaggio, prosciutto o carne è diventato impossibile. Siamo diventati “vegetariani per necessita’”.  I libanesi non hanno mai patito la fame come in questo tempo e sono diventati vegetariani per necessità: un chilo di carne costa 200.000 lire libanesi, un sacchetto di latte in polvere 400.000, una bombola del gas 350.000.  Per un pieno di carburante di circa 45 litri, ci vogliono 800.000 sterline libanesi, ossia l'equivalente di uno stipendio base.

L’associazione “Oui pour la Vie” prosegue con il suo impegno per la cucina di Damour (che nel febbraio 2022 ricorda i 6 anni dall’inizio delle attività) con una distribuzione di diverse centinaia di pasti al giorno, con l’ambulatorio per l’assistenza sanitaria: acquisto di medicinali ed esami del sangue e, infine, la scuola per tutti. Quest’ultima, aperta a luglio ha dato grandi soddisfazioni. Che gioia vedere bambini di famiglie di profughi (prevalentemente siriani che sono più di 1 milione e mezzo su una popolazione di circa 7 milioni di abitanti) che, pur vivendo in baracche o in case fatiscenti, senza la luce elettrica e talvolta privi di tavoli o sedie per studiare, sono riusciti a seguire bene i corsi scolastici e a superare gli esami di metà anno. Per concludere, mi piace raccontare un episodio che la dice lunga sulla rete preziosa di rapporti tra le comunità: “Il giorno 22 di ogni mese è dedicato a San Charbel e molti raggiungono il Monastero di Annaya per partecipare alla preghiera in onore del Patrono del Libano. Un nostro volontario, salendo al Santuario dove si trova il corpo del Santo, aveva notato che una macchina era uscita di strada e, avvicinandosi, aveva scorto un’anziana signora al volante in stato confusionale. Un giovane che sopraggiungeva nel frattempo è sceso dalla sua vettura e dopo qualche manovra sono riusciti a rimettere la macchina in condizioni di raggiungere il primo meccanico vicino. Questo giovane che si è fermato era un musulmano sciita, che andava a ringraziare San Charbel per una guarigione ricevuta”.  Chi vuol sostenere le nostre opere puo’ farlo attraverso la parrocchia.

Chi e’ interessato a rimanere in contatto con la nostra missione puo’ farlo sapere al seguente indirizzo mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..