11 febbraio giornata del malato

Qualche pensiero in merito alla mattinata organizzata dalla Pastorale della Salute della Diocesi per la Giornata Mondiale del Malato 2020.

I relatori sono stati il nostro arcivescovo mons. Mario Delpini e mons. Luca Bressan; le loro relazioni integrali si trovano sul sito www.chiesadimilano.it.

Mons. Delpini ci ha parlato della malattia quale condizione di fatica, di oppressione, con il rischio di viverla arrabbiati con se stessi, con Dio, con i familiari, ma che è anche occasione di conversione, di santità, di carità.

Docili allo Spirito Santo, occasione per riflettere su se stessi, ascoltare la Parola di Dio, entrare in relazione con Gesù, aspettandosi da Dio non tanto la guarigione ma la Salvezza e,dall’Amore del Padre imparare ad amare.

 

Mons. Bressan ci ha parlato della “visione “del Papa sulla Chiesa quale ospedale da campo, vicina a tutti i sofferenti.

   ComunioneAnche attraverso i Ministri straordinari dell’Eucarestia si manifesta il volto del Dio vicino. Essi mettono al centro il malato e la sua storia, lo ascoltano, pregano con lui, rispettano il suo privato.

La religione è un ingrediente essenziale nella cura della malattia. In un ospedale di Losanna, ad esempio, il cappellano fa parte dell’équipe di cura, per accompagnare l’eventuale disagio spirituale del malato, per aiutarlo a ritrovare un orizzonte di senso nella malattia.

Ai due relatori sono seguite le testimonianze di quattro operatori in ambiti diversi :

- il presidente della RSA San Pietro di Monza, la cui équipe da decenni, cerca di realizzare alcuni sogni dei malati di alzheimer per farli tornare a sorridere e migliorare la loro condizione di vita,all’interno del “Paese Ritrovato”;

- un volontario dell’ associazione AGUSS di Saronno che cura particolarmente la formazione dei volontari in ospedale;

- un volontario OFTAL che accompagna i malati nei pellegrinaggi;

- il sacerdote presidente del centro Don Gnocchi guida di un gruppo diocesano che segue la catechesi della disabilità. Egli ha richiamato la Comunità Cristiana a dare maggiore attenzione ai disabili, cercandoli, relazionandosi con loro, curandone la catechesi, vedendo la disabilità come ricchezza e non come disgrazia.